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Un viaggio invisibile

luglio 10, 2014 da redazione

Abbiamo incontrato Agostino Aresu, autore assieme a Daniela Diurisi e Arianna Fumagalli, di un esperimento audiovisuale, “Viaggio Invisibile”, vincitore del premio “Massimo Billi” come miglior format radiofonico per “Il Cantiere” di Radio3

Suoni, immagini, voci: ci spieghi come nasce questo viaggio invisibile?
Nasce da un’idea legata all’attualità e più precisamente ai viaggi della speranza che coinvolgono le nostre coste. Lo abbiamo voluto raccontare attraverso un’Odissea Visionaria dove le storie dei nostri emigranti si incrociano con quelle degli immigrati d’oggi.
Caratteristica del progetto è l’uso della lingua gallurese, la sua rilettura in chiave di teatro contemporaneo e l’incontro con altre varianti linguistiche.

Il progetto è una produzione del Centro C.A.P.R.A. di Palau e del Teatro Zemrude. Chi sono?
Teatro Zemrude nasce nel 1993 a Bologna da un gruppo di studenti del DAMS mentre nel 2010 siamo stati coinvolti nella progettualità del nuovo teatro e abbiamo pensato di fondare un centro, C.A.P.R.A. (Centro Aperto Produzione Ricerca Artistica), che potesse essere il laboratorio creativo attorno al quale sviluppare nuove idee e sperimentare nuovi linguaggi.

Avete incontrato delle difficoltà nella realizzazione?
Progetti così ampi trovano difficoltà organizzative e artistiche, è normale. Entrare in contatto con le persone è la base su cui lavorare. Il teatro dopo i primi giorni era ovunque, si provava in ogni luogo, il testo veniva scritto sui partecipanti e spesso nasceva da loro proposte improvvisate. Nei laboratori realizzati c’è stata la partecipazione di oltre 100 persone, oltre ogni nostra aspettativa.

Un mix artistico teatrale, musicale, didattico; non sembra mancare nulla.
Abbiamo cercato di mettere insieme le nostre caratteristiche, il nostro sentire, i nostri linguaggi. Molto hanno fatto le persone, la loro unicità, le loro storie, le fotografie, i timbri, le voci che sono stati l'essenza della produzione dell' AudioLibro di TeatroSonoro che ha potuto nutrirsi di una straordinaria varietà vocale e interpretativa.

Avete ricevuto un riconoscimento prestigioso. Vuoi parlarcene?
Quando abbiamo proposto il nostro lavoro alla redazione de “Il Cantiere” di Rai Radio3 non sapevamo che esistesse un premio. Abbiamo avuto l’occasione di essere invitati a presentare il nostro lavoro in trasmissione ed è andata in onda una puntata su “Viaggio Invisibile”, successivamente ci hanno richiamati per assegnarci il premio in una puntata speciale come migliore proposta dell’anno rispetto alla linea del programma.

E ora a cosa state lavorando?
Stiamo lavorando ad un progetto radiofonico teatrale: “Caterina Clandestina” Operetta Radiofonica, incentrato sulla storia delle radio clandestine costruite dagli IMI (Internati Militari Italiani) fra il 1943 e il 1944. Inoltre stiamo promuovendo “Viaggio Invisibile” come installazione audio visuale con cui saremo ospiti a fine settembre al festival del cinema migrante LampedusaInFestival e a metà ottobre al Mediterraneo Film Festival di Carbonia in Sardegna.

La Sardegna, una terra straordinaria. Qual è il legame tra San Cesario e la Gallura?
San Cesario è il nostro paese, mio e di Daniela, il luogo dove abitiamo insieme e dove Daniela è vissuta. Palau è il mio paese di origine, di vita, di tutto. Portiamo una parte delle nostre origini sempre attaccata a noi ma nello stesso tempo prendiamo dall’esterno, dalle diversità. A volte sentiamo similitudini, altre differenze. Ma è appunto questa una delle cose fondamentali del nostro lavoro: creare dei ponti, unire distanze.

www.centrocapra.oneminutesite.it

Lucia Luperto

lucia@alambicco.com

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Agostino Aresu, sardo, vive a San Cesario. Ha lavorato nelle scuole di tutta la provincia. Attore, coreografo e regista, lavora nello spettacolo Dignità Autonome di Prostituzione di Luciano Mel-chionna e studia canto lirico.
Daniela Diurisi è tornata a San Cesario dopo gli anni bolognesi in cui ha studiato musica al Dams, suonato il sax e lavorato nella post produzione audio per il cinema e la tv. Studia Musica Elettro-nica al Conservatorio.
Arianna Fumagalli è milanese. Si occupa di arte visiva con una prospettiva poetica dei materiali di recupero. Lavora nelle carceri di Milano (Opera e San Vittore) conducendo laboratori artistici per i detenuti.