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Palazzo Marulli a metà… mandato

dicembre 14, 2014 da redazione

Come consuetudine la redazione de l’alambicco è entrata nel Palazzo Comunale per incontrare il sindaco Andrea Romano e fare un bilancio sulla prima parte del suo mandato

Sindaco come valuta questa prima parte del suo mandato?

Inutile nascondere che avrei preferito svolgere questo ruolo così importante in un periodo diverso. Sono stati due anni difficili, è il momento più brutto in cui fare l’amministratore. La situazione è catastrofica dal punto di vista dei trasferimenti di fondi statali: non è mai capitato che per tre anni consecutivi si sia dovuto incrementare la tassazione per poter compensare i continui tagli. Partendo da questo presupposto abbiamo fatto di tutto per mantenere inalterati tutti i servizi e la loro qualità, sarebbe stato più semplice compensare il taglio di circa un milione di euro in tre anni con un taglio dei servizi, ma questo avrebbe colpito le fasce della popolazione che già stanno soffrendo a causa di questa crisi. Inoltre abbiamo avuto un rallentamento generale negli ultimi mesi per la difficoltà di riorganizzare la parte burocratica dell’ente a causa di una serie di pensionamenti del personale senza la possibilità di nuove assunzioni. Credo che prima della fine del mio mandato riusciremo a fare un concorso per figure strategiche all’interno dell’ente e avremo l’elezione del primo consigliere aggiunto. Appena insediato, infatti, ho voluto fortemente riscrivere le regole comunali con un nuovo statuto e un nuovo regolamento, approvato all’unanimità. Abbiamo inserito nuove regole partecipative, il consigliere aggiunto ed eliminato le vecchie storture.

La partecipazione è stato uno dei vostri cavalli di battaglia durante la campagna elettorale, ma parte della cittadinanza non sembra essere soddisfatta da questo punto di vista. Quale è stato il lavoro svolto su questo tema sinora? 

Questa amministrazione ha segnato un nuovo stile nel cercare il dialogo con chiunque. Istituzionalmente sono stati fatti degli incontri di comunicazione e ascolto, ma purtroppo non con la periodicità che ci eravamo prefissati perché è difficile far conciliare tutta una serie di impegni istituzionali. Noi, sin da subito, abbiamo cercato il confronto con tutti: mai come in questi ultimi due anni e mezzo ho visto la voglia di partecipare alle attività comunali da parte delle associazioni e dei cittadini. La funzione comunicativa deve essere costante e giornaliera: occorre farsi carico della responsabilità di informare tutti i cittadini, anche di coloro che non cercano le informazioni. Perché purtroppo, aldilà della frequenza, agli incontri periodici partecipa solo quella piccola parte di cittadinanza che vuole essere aggiornata. Abbiamo, inoltre, modificato i rapporti con l’opposizione: tante piccole grandi cose le abbiamo fatte insieme, grazie alla voglia di dialogare da entrambe le parti, cogliendo intuizione e sollecitazioni da tutti. In altri consigli comunali c’era un totale distacco tra maggioranza e opposizione. Noi abbiamo fatto scelte - a volte difficili - insieme. 

Alcune deleghe importanti tra cui bilancio e in parte ambiente sono sotto la sua responsabilità, mentre alcuni consiglieri non hanno incarichi formali. Come mai questa scelta?

Tecnicamente tutte le deleghe sono in carico al sindaco; ho deciso di tenere per me la delega al bilancio per una questione di responsabilità. Questa delega ha una valenza politica non indifferente e in un periodo di grosse difficoltà economiche per l’ente è la più complicata da gestire. In fin dei conti il bilancio lo si fa tutti insieme, come è successo durante il mio mandato anche insieme alle forze di minoranza. Per quanto riguarda la delega all’ambiente è saldamente nelle mani dell’assessore Rollo, ma in questo settore ci sono una serie di competenze che s’intrecciano spesso con l’aspetto economico, per questo motivo di alcune problematiche me ne occupo io direttamente, sempre confrontandomi con l’assessore di riferimento.  A seguito delle modifiche apportate allo statuto dell’ente le commissioni hanno assunto un’importanza sostanziale e i miei consiglieri, insieme a quelli d’opposizione, svolgono un lavoro fondamentale e indispensabile per la vita dell’ente. In più supportano quotidianamente la giunta e sono di interfaccia con il paese su tematiche importanti come famiglia, protezione civile e sport. 

Raccolta differenziata spinta: come mai si inizia solo ora e con una diffusione parziale? 

È una grande soddisfazione per me essere riusciti a partire con una, seppur parziale, raccolta differenziata spinta, senza nessuna spesa a carico dei cittadini per l’acquisto dei bidoncini grazie alla capacità di intercettare dei finanziamenti europei. Se avessimo iniziato quest’operazione due anni fa il comune avrebbe dovuto fare un’azione a limite della legalità, perché la legge regionale lo impedisce nella fase contrattuale transitoria. I paesi dell’ARO che hanno iniziato questo percorso prima di noi hanno contrattato con la ditta nuovi canoni per tutto il servizio, noi abbiamo aspettato di avere i soldi per acquistare i bidoni, e quindi trattato solo il costo della raccolta e del conferimento in discarica evitando di gravare sui cittadini. Abbiamo dovuto aspettare il finanziamento europeo, grazie al quale abbiamo iniziato questo percorso in via sperimentale, che con tutta probabilità sarà riconfermato l’anno prossimo, anno in cui dovremo ridefinire il piano economico finanziario e inserire questo incremento di costo per la nuova modalità di raccolta, sempre che non intervenga prima l’Aro bandendo la gara d’appalto in cui sarà prevista finalmente la raccolta differenziata spinta su tutto il paese.

In questi due anni e mezzo di mandato, quali sono i progetti che avete portato a termine?

Ci sono delle cose che sono immediatamente evidenti. In merito ai lavori pubblici, ad esempio, l’urbanizzazione della zona 167. Quest’estate è successa una cosa bellissima. Abbiamo realizzato il campo da calcetto e il centro diurno per minori e li abbiamo inaugurati con una festa meravigliosa. Poi c’è la rigenerazione urbana che comprende il viale della stazione (con il recupero di un’area che per anni è stata assolutamente non curata) e la distilleria. Inoltre abbiamo avuto il finanziamento di due piani di protezione civile. Abbiamo realizzato nuovi progetti così come abbiamo mantenuto inalterate attività già avviate quali il sostegno agli indigenti, i pacchi alimentari, l’estate alle terme, il progetto degli anziani in piscina e tantissime altre cose. E poi una cosa di cui vado fiero è la questione dell’ambiente con il progetto SED, il Sistema Esperto di Monitoraggio delle Discariche (se ne parla qui),

Ci sono progetti in atto per la ristrutturazione delle scuole come la Saponaro, che a settembre è stata al centro di un’importante polemica relativa alla non regolarità dell’impianto elettrico e la cui agibilità è stata anche oggetto di un’interrogazione parlamentare?

Spero di poter parlare personalmente con questo senatore per potergli spiegare diverse cose. Io ho soltanto dichiarato che quell’impianto di messa a terra è perfettamente compatibile con le condizioni di sicurezza necessarie per quel luogo. Attaccare la messa a terra ad un impianto idraulico era comune ed in regola per tutti gli impianti costruiti prima del 2006. La cosa che mi è dispiaciuta moltissimo è che qualcuno si sia introdotto nella scuola, al solo fine di screditare l’attività della scuola e anche del Comune come se non avessimo a cuore la sicurezza dei bambini. In merito all’agibilità penso che l’80% degli edifici pubblici non ce l’abbia in quanto una struttura è realizzata rispettando le normative dell’epoca in cui viene costruita, ma poi quando le normative cambiano e modificano le condizioni di sicurezza bisognerebbe trasferire le risorse per poter ristrutturare gli edifici pubblici. Presenteremo in consiglio comunale una serie di interventi dedicati alle scuole. Abbiamo appena ultimato i lavori sulla De Giorgi per ristrutturare la mensa e passare da 3 sezioni a 4, al costo di 200.000 euro. Intervenire sugli edifici scolastici è complicato, perché bisogna fare i lavori cercando di interferire il meno possibile con l’attività scolastica.

Si è parlato tanto all’inizio di questo mandato del PUG, ma ultimamente è passato in secondo piano. Da uomo di sinistra, pensa che l’aumento di superficie edificabile residenziale e commerciale sia necessario e sia in linea con lo sviluppo demografico di questo paese? Non pensa che sarebbe piuttosto auspicabile incoraggiare la ristrutturazione del centro storico e valorizzare la Valle della Cupa? 

Il PUG è nelle mani del commissario, non è fermo. Noi da parte nostra abbiamo fatto quello che ci è stato richiesto, quando ci è stato richiesto. Il PUG ridefinisce le norme per l’uso del suolo e prevede solo una zona di espansione vera, l’Ariasana, guardando all’evoluzione della città capoluogo; per il resto si è solo consolidato il tessuto urbano e si sono confermate le zone edificabili. Per quanto riguarda lo sviluppo della zona commerciale, avendo regolato la normativa che incrementa la cubatura sugli edifici commerciali, ci potrà essere la possibilità di accogliere nuovi investimenti e migliorare l’asse viario che ci unisce alla città. Penso che il PUG preveda un giusto aumento di superficie edificabile dal punto di vista residenziale e commerciale bilanciato con le necessità di sviluppo di questo territorio. San Cesario è un paese a vocazione commerciale e servizi, ha un ospedale che si sta riqualificando, una zona commerciale auto insediatasi e ci sono una serie di servizi che si stanno sviluppando che vanno sostenuti. Per quanto invece riguarda lo spopolamento del centro storico non mi sembra che San Cesario abbia un centro storico abbandonato. Piuttosto, in edilizia c’è una stasi generale che non favorisce né le nuove costruzioni né le ristrutturazioni, e considerando anche che oggi si è complicato tutto, ad esempio, con la nuova normativa sulle costruzioni che ci ha fatto transitare in una zona sismica e che sta disincentivando le sopraelevazioni.

Dopo l’inaugurazione del Parco Urbano, quale sarà il futuro della Distilleria?

Abbiamo l’ambizione di far rimanere la Distilleria un cantiere sotto tanti punti di vista, ma soprattutto sotto il profilo proprio della ristrutturazione. Abbiamo appena presentato in Regione un ulteriore progetto di 1.200.000 euro. Siamo convinti che ci potranno essere ulteriori risorse da destinare in quell’area, se teniamo conto dell’approvazione della legge sull’Archeologia Industriale da parte della Regione Puglia. Come fruibilità in questa fase stiamo completando il progetto riguardante gli spettacoli teatrali. Successivamente insieme con la Fondazione Semeraro predisporremo un bando ad hoc.

Abbiamo parlato di tanti grandi progetti, ma nel quotidiano il cittadino è preoccupato soprattutto per le piccole cose: il decoro urbano, il parcheggio selvaggio e l’abbandono dei rifiuti.

Se fossimo un luogo dove tutto funziona, probabilmente non avremmo neanche bisogno della politica. La perfezione non esiste. Ci sono tante cose che possiamo fare meglio come ci sono delle cose che facciamo benissimo. Purtroppo scontiamo una mancanza di sensibilità per il decoro urbano che stiamo tentanto di migliorare con le nuove generazioni. Ad esempio per il riciclo, la prima cosa che ha fatto l’Assessore all’ambiente è stata andare nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi.

Quali sono i progetti futuri per il Comune di San Cesario?

Per me il futuro di San Cesario è accompagnare questa comunità in un percorso di fuoriuscita da questa crisi, che non è solo economica, ma è uno stato d’animo che a volte ci paralizza. In questi anni ho ascoltato storie di disagio e di tristezza che non pensavo ci potessero essere. Le persone continuano a chiedermi lavoro, casa, sostegno economico. Il mio sforzo è quello di creare le condizioni affinché le persone capiscano che non sia inutile parlare con il Sindaco. Certo non si può sempre intervenire singolarmente a supplire alle défaillance di sistema. In generale la politica deve avere l’obiettivo di cambiare strutturalmente le cose. Sicuramente possiamo fare di più, però qualsiasi cosa va fatta avendone le risorse. Quello che un po’ mi dispiace è che in generale ci sia sfiducia profonda nei confronti della politica. Non vedo giovanissimi che si appassionano alla politica o che muoiano dalla voglia di fare attività di partito. Probabilmente ci siamo giocato molto.

Per concludere quale sarà il futuro politico di Andrea Romano fra dieci anni?

Io sono assolutamente fiero del modello San Cesario. Trovo che sia un modello virtuoso il fatto che i due sindaci che mi hanno preceduto non si siano candidati per un secondo mandato e abbiano dato una mano a far rivincere la coalizione. Darò sempre una mano nel momento in cui mi verrà richiesta, come candidato in qualsiasi ruolo perché credo e ho sempre creduto nella politica. Poi non escludo che ci possa essere la necessità di un mio secondo mandato se ci fosse una coalizione pronta a sostenerlo. Fra 10 anni non penso di poter essere ancora all’interno di questa istituzione, ma indipendentemente dal mio impegno attivo sarò sicuramente attento alle dinamiche politiche generali e locali, perché nessuno può pensare di disinteressarsi del futuro delle cose che ha governato.

Ilaria Parata
Emanuele Faggiano