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Michele Saponaro, un autore salentino troppo presto dimenticato

febbraio 12, 2012 da redazione

Michele Saponaro
il volume con gli atti del convegno

(fonte: www.corrieredelgiorno.com)

Che la nostra cultura letteraria sia incline a una “dimenticanza operosa” lo abbiamo più volte segnalato nella nostra pagina che, tra le poche pugliesi a scrivere con regolarità le cronache culturali regionali, si sforza per quanto possibile di dare il suo contributo alla memoria e/o al ripescaggio di personalità che, pure avendo avuto un ruolo di spicco nel panorama letterario italiano, vengono troppo facilmente rimosse.
E questo sia a causa di un sistema editoriale incline a sostituire la letteratura con la mercificazione di stereotipi televisivi, sia per colpa di una cultura accademica troppo spesso arroccata alle proprie certezze non sempre condivisibili.

Per quanto ci è stato possibile, abbiamo sempre sollecitato l’attenzione alle opere di personalità di spicco della nostra città, come Giuseppe Battista, Raffaele Carrieri, Cesare Giulio Viola, Giacinto Spagnoletti o Michele Pierri che, in vita, hanno quasi sempre conosciuto grande fame e apprezzamento generale del pubblico, ma che, dopo la morte, sono stati dimenticati, scomparendo quasi del tutto dalla memoria collettiva (anche da quella degli storici della letteratura!)
In questo panorama, l’Università del Salento si distingue da sempre per l’impegno profuso nel tenere saldi valori che hanno percorso i secoli e nel recuperarli alla storia della letteratura. Dopo il recupero di Comi, che fu tra l’altro sodale di Pierri, proprio l’ateneo salentino ha guidato una meritoria operazione di recupero della memoria e delle opere di un altro scrittore e studiose, Michele Saponaro, che in vita fu baciato da un grande successo ma che, successivamente, è stato dimenticato, quasi “rimosso”, per una presunta appartenenza alla schiera di autori “d’intrattenimento”, autori cioè di romanzi popolari… Come se in questa schiera non si annoverassero anche Dumas e Dickens, o come se oggi non si accreditassero come autori letterari, attraverso campagne pubblicitarie imponenti, narratori nazional-popolari come Moccia o Volo. Qualcuno però sosterrà che sul concetto di intrattenimento e consumo poi bisognerebbe aprire una discussione ampia che valuti, ad esempio, se si possano davvero considerare autori di consumo alcuni scrittori in lingua inglese che vengono milioni di copie a ogni uscita, che insomma “sostengono” il libro e la lettura, e che vengono additati con sospetto da chi non riesce a breccia e fatica a farsi leggere. Ma questo ragionamento ci porterebbe molto lontano.
Di Saponaro ci siamo già occupati, lo ricorderanno i nostri lettori più assidui, due anni fa in occasione della pubblicazione di una plaquette che annunciava quest’opera di ripescaggio e dell’organizzazione del convegno, che si sarebbe svolto a San Cesario di Lecce e a Lecce il 25 e 26 marzo del 2010. In quell’occasione intervistammo il professor Giannone, per sottolineare, tra l’altro, la maggiore difficoltà degli autori di origine meridionale di resistere alla voglia di oblio che pervade la contemporaneità. “Forse è proprio così. – commentò, rispondendo a una nostra domanda – Basta considerare il destino di grandi poeti come Bodini, che pure hanno vissuto al Nord. Allo stesso modo, Saponaro ha vissuto fino alla morte a Milano, ottenendo in vita un successo che aveva pochi eguali, pubblicando con editori come Treves (lo stesso di Deledda), con Mondadori o Garzanti. Lo stesso dicasi per Sinisgalli, Alfonso Gatto… O Raffaele Carrieri”.
Oggi torniamo sull’autore salentino per dare notizia della pubblicazione degli Atti del Convegno internazionale di studi “Michele Saponaro cinquant’anni dopo”, curati da Antonio Lucio Giannone, docente di Letteratura italiana contemporanea nell’università salentina, pubblicati presso l’editore Congedo.
Ebbene, se l’intento dell’iniziativa dell’Università del Salento era, come spiegava Giannone, quello di “vedere se si può considerare in tutto o in parte ancora attuale o se è ormai lontana dal gusto attuale”, oggi, a conclusione di un approfondimento passato anche attraverso l’acquisizione di oltre 50 opere da lui scritte da parte della biblioteca dipartimento di filologia, linguistica e letteratura, che si uniscono alla mole di materiale donata dagli eredi e che rappresentarono il primo atto di questo itinerario al recupero della memoria, si può affermare che l’opera di Saponaro (che era nato a San Cesario era nato nel 1885 e morì a Milano il 28 ottobre 1959) merita certamente un recupero e una valorizzazione non solo tra gli studiosi, ma anche nel grande pubblico.
“Al narratore, – scrive nella prefazione Giannone – autore di numerosi romanzi e di varie raccolte di novelle, apprezzato dalla critica dell’epoca ma escluso successivamente dal canone critico-letterario novecentesco, sono state dedicate due sessioni del Convegno. Sono emerse così alcune importanti acquisizioni critiche che offrono una nuova immagine dell’opera di Saponaro, definitivamente sottratto a quella discutibile categoria di letteratura “d’intrattenimento” o “di consumo” in cui era stato affrettatamente confinato. Egli si è rivelato invece uno scrittore che ha saputo dialogare col suo tempo confrontandosi con i maggiori narratori della fine dell’Ottocento e del primo Novecento: dai veristi a d’Annunzio, da Bontempelli a Pirandello, oltre che con gli esponenti del cosiddetto “romanzo blu” come Guido da Verona e Lucio d’Ambra”.
Ebbene, il volume, raccogliendo l’importante ricerca culminata nel convegno, disegna un complessivo ed esauriente quadro d’insieme, che può fornire un’adeguata attrezzatura a chi voglia approfondire l’autore salentino. Numerosi i saggi raccolti, oltre agli indirizzi di saluto di Antonio Girau, Domenico Laforgia, Antonio Gabellone, Bruno Pellegrino e Paolo Viti. Le relazioni sono di: Enrico Tiozzo, Marco Leone, Marilena Cantelmi, Luigi Scorrano, Giuseppe Bonifacino, Beatrice Stasi, Fabio Moliterni, Patrizia Guida, Fabio D’Astore, Mario Marti, Bruno Pellegrino, ulla Akestrom, Maria Ginevra Barone, Emilio Fieri, Carlo Aberto Autieri, Pasquale Guaragnella, Giovanna Scianatico, Antonio Lucio Gianone, Gino Pisano, Ettore Catalano.
Si tratta di un’operazione di grande respiro che sollecita didatticamente anche a saper valutare con onestà e intelligenza.

Silvano Trevisani